martedì 6 febbraio 2018

The Strange Flowers: "Best Things Are Yet To Come" (Area Pirata, 2 x Cd, 2017)



Inutile dilungarmi cercando giri di parole alla ricerca della recensione perfetta: questa compila è una vera BOMBA.
Eccoli dunque gli Strange Flowers da Pisa che, allo scoccare del 30° anno di attività, festeggiano con un doppio cd e 30 tracce da volare letteralmente via.
Il meglio è già arrivato a quanto sembra nonostante il titolo di questo psichedelico tributo che annovera, per completezza, ben 5 inediti (3 registrati per l'occasione) e nuovi mixaggi e produzioni, spaziando tra tutti i 7 album all'attivo della band di Michele Marinò (voce e chitarra) unico perno inamovibile fin dagli esordi del 1987.
Marinò che per l'occasione si è prontamente riunito ai compagni della prima line up per coronare, con invidiabile dovizia di particolari, una carriera spesa tra alti (molti) e bassi (davvero pochi) sia qualitativi che quantitativi.
Parafrasando infatti la presentazione nell'esaustivo booklet, zeppo di fotografie inedite, "gli Strange Flowers sono il combo che ha spesso flirtato col successo senza mai afferrarlo" e questa sfiga ancestrale, a mio avviso, è stata la loro "fortuna" perchè li ha consegnati di fatto al mito della musica indie italica.
Rendendosi allo stesso tempo canonizzatori e pregiati interpreti, in maniera più articolata di altri artisti contemporanei e conterranei, della neopsichedelia tricolore: assolutamente unica nel coniugare il sound di importazione, tanto inglese quanto americano, con le sfumature lisergiche locali.
Insomma, un pò Beatles, un Pò Syd Barrett, un pò Cream, un pò Byrds tanto per capirci qualcosa. Con quel mix di genuinità in più che rende ogni canzone di un altro livello compositivo, costringendoci anche all'impossibilità di scegliere una traccia piuttosto di un'altra nel lettore cd.
Insomma applausi agli Strange Flowers e applausi ad Area Pirata per la sua monumentale opera di divulgazione sonora, perchè la buona musica (si spera) non morirà mai.
Qualunque essa sia!








Davide Monteverdi


lunedì 22 gennaio 2018

THE TRIP TAKERS: The Trip Takers Ep (Area Pirata, CD 2017).


Capita di buttarsi su argomenti eruditi in certi dopo cena impegnativi dove bisogna dare tutto, per conquistare nuove attenzioni o consolidare le vecchie. Capita di lanciare sul tavolo ancora imbandito strane locuzioni latine con grande nonchalance, sperando che passino del tutto osservate e pugnalino nei punti molli  gli astanti trasformandoci così in sovrani assoluti della notte. Ecco, Nomen Omen è una di quelle strane espressioni che mi perseguitano fin da bambino, e a questo ho pensato ascoltando per la prima volta i Trip Takers ed il loro coloratissimo Ep d'esordio.
Non si sa se siano adepti del bel mondo lisergico, ma del background figlio di quelle visioni da golden age sicuramente sì.
E che musica verrebbe da dire, perchè se le note di Area Pirata (label con un'invidiabile visione periferica) non parlassero di un quintetto di musicisti siciliani contemporanei, parrebbe di ascoltare un 45 giri di almeno 50 anni fa.
Una sorta di wormhole che collega la California all'Inghilterra, gli anni 60 ai 2000, sempre in precario equilibrio tra Beatles e Byrds, tra fumi aromatici e capelli a caschetto, una granita dopo l'altra.
Non manca proprio nulla a queste 6 tracce per fare il botto, nè il carisma compositivo nè la minuziosa retromania da nerd che ha fatto di strumenti e tecniche di registrazione analogici una risorsa 2.0.
A presto, si spera, sui palchi di tutta Europa. Come minimo!








Davide Monteverdi



venerdì 29 dicembre 2017

Playlist Ascolti 2017

Ecco la mia Playlist 2017. L'ordine è casuale, l'ascolto parziale perchè davvero non ce l'ho fatta ad ascoltare tutto quello che è uscito e molte cose mi saranno sfuggite. Insomma, oggi va così, spero vi piaccia!

Red Axes: The Beach Goths
Queens Of The Stone Age: Villains
Peter Perrett: How The West Was Want
New Candys: Bleeding Magenta
Ninos Du Brasil: Vida Eterna
James Holden & The Animal Spirits: The Animal Spirit
Funkadelic: Reworked By Detroiters
Algiers: The Underside Of Power
Curtis Harding: Face Your Fear
Dream Machine: Illusion
King Gizzard: Flying Microtonal Banana
King Gizzard: Sketches Of Brunswick East
King Gizzard: Polygondwanaland
Protomartyr: Relatives In Descent
Heliocentrics: A World Of Masks
Dream Syndicate: How Did I Find Myself Here?
Rolling Blackouts C.F.: The French Press Ep
Feelies: In Between
Chicano Batman: Freedom Is Free
Jesus & Mary Chain: Damage & Joy
Fujiya & Miyagi: S/T
Tamikrest: Kidal
Surfer Blood: Snowdonia
Foxygen: Hang
Ty Segall: Self Titled
Black Angels: Death Song
Julie’s Haircut: Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin
!!!: Shake The Shudder
Downtown Boys: Cost Of Living
Iron & Wine: Beast Epic
Talaboman: The Night Land
Motorpsycho: The Tower
Second Still: S/T
Sharon Jones & The Dap-Kings: Soul Of A Woman
Shilpa Ray: Door Girl
Afous D’Afoous: Tenere
Mythic Sunship: Land Between Rivers
No Strange: Il Sentiero Della Tartaruga

Davide Monteverdi

giovedì 28 dicembre 2017

A New Bunch from Area Pirata 2017.


Album grintoso questo "Between The Lines" dei bolognesi The Classmates, il secondo per l'esattezza dopo l'esordio del 2015. 10 tracce registrate e masterizzate tra Treviso e Chicago che ci restituiscono un power trio che maneggia con personalità spiccata del materiale altamente (e positivamente) radioattivo. Muovendosi tra i meandri spigolosi e affascinanti di certo glam rock e pre punk, per sconfinare senza vergogna alcuna in territori garage e power pop, "Between The Lines" soddisfa infatti tutte le aspettative candidandosi anche come ottimo prodotto italico da esportazione, trainato fin dall'incipit "Clerk" con un piglio che la dice lunga sulle velleità della band. 






Vengono da Teramo le Wide Hips 69, band 75% all female se non fosse per Gabriele l'invidiatissimo batterista, sono potenti e slabbrate e ci regalano il loro nuovo album "The Gang Bang Theory" con un certo qual senso di rude fierezza. Il loro immaginario affonda le radici tanto nei suoni delle L7 quanto delle Runaways, declinati in maniera ancora più perversa, se possibile, seguendo dettami garage e punk qua e là ingentiliti da incursioni soul e glam. Registrato in presa diretta "The Gang Bang Theory" è un vero e proprio cazzotto in faccia a cui rispondi col sorriso ebete: c'è la cover giusta ovvero (You Gonna Make Me) Want You di Sandi Sheldon, c'è l'attitude stradaiola un pò MC5 e Stooges, c'è sessimo politicalmente scorretto a go go.
Insomma anche qui 10 tracce che volano via come il pane, piacevoli, consapevoli e che guardano lontano verso altri mondi, ormai molto più prossimi.
Brave Cristina, Daniela, Lorena.





Davide Monteverdi.