mercoledì 18 aprile 2018

THE SICK ROSE: "Someplace Better" (Area Pirata, 2018).


Il 35° anno di vita dei Sick Rose ci regala anche il loro 7° album.
"Someplace Better", sottotitolato "A Metaphoric Journey In Search Of A Better Place", ci restituisce una band (rimangono solo Luca Re e Diego Mese del nucleo originario) carica di nuove idee, nuovi percorsi e suoni ibridi tra il vecchio corso, più sporco e stradaiolo e questo nuovo, evoluto verso lidi roots e neopsichedelici.
Grazie all'intervento in sede di mixaggio e produzione di un pezzo da 90 come Ken Stringfellow, già con Posies R.E.M. e Big Star, e di una verve compositiva generale in grande spolvero.
"Someplace Better" è un album super solare e divertente, le cui 11 tracce tutte orginali contribuiscono ad alimentare il (giusto) mito di cui i Sick Rose godono in Italia e nel resto del mondo.
Insomma stiamo a parlare di un'eccellenza tricolore che meriterebbe un proscenio "pesante" e dal respiro sicuramente globale, nonostante la mia prima impressione è che i kids non siano tanto interessati a battaglie di ego e aereoporti, quanto a stigmatizzare con il loro sound sferragliante una compattezza e corenza raramente riscontrabili.
Bravissimi sì, ma brava anche Area Pirata a sovrintendere il progetto con una visione d'insieme e strategica fuori dal comune per una label indipendente, soprattutto in tempi non semplici come questi.
Parliamo di un packaging molto bello (merito del chitarrista Giorgio Cappellaro) e, as usual, di un'uscita in tiratura limitata sia in vinile che in cd.






Davide Monteverdi

giovedì 12 aprile 2018

MAMUTHONES: "FEAR ON THE CORNER" (ROCKET RECORDINGS, 2018)


"Fear On The Corner" è un bellissimo disco alieno.
Come lo potrebbero suonare i marziani dopo essersi iniettati in vena il meglio della musica obliqua contemporanea: dai Talking Heads (Fear Of Music) a Miles Davis (On The Corner), dai Joy Division con Martin Hannett a Fela Kuti e William Onyeabor, sbandando infine sui ritmi mondialisti, sofferti, e perfettibili di cult label come ZE Records e ON-U Sound.
Basta l'aggiunta tattica di un bel pò di motorik, succhiata a forza dal sancta sanctorum Kraut Rock (la sacra triade Can/Ash Ra Tempel/Neu! per capirci meglio), per detonare in un crescendo apocalittico che di nome fa "Here We Are" e che, guarda caso, è anche la chiusa precisa di un lavoro quadrato dal primo secondo all'ultimo.
E' così che la band di Alessio Gastaldello, scultore principale dell'Italian Occult Psychedelia con i Jennifer Gentle, cesella con classe e carisma il prestigioso debutto per la Rocket Recordings. Manifestando inizialmente insofferenza verso certi confini ortodossi del concetto "Musica"che pian piano vengono soggiogati dall'orchestrazione perfetta di tutto il patrimonio sonico disponibile.
"Fear On The Corner" è ovviamente questo e molto, molto di più.
Indescrivibile a parole, ma perfettamente interpretabile ad occhi chiusi e con l'anima in fiamme. Schizofrenico nel suo girovagare tra rovine esistenziali che sporcano di sangue testi cupi e fatalisti,  senza mai appesantire le atmosfere oniriche e pulsanti a cornice.
E poi?
E poi ci sono sette canzoni che sembrano appartenere a galassie parallele, sette viaggi immaginifici, sette dimostrazioni di magia compositiva.
Sette il numero esoterico per eccellenza.
"Fear The Corner" finisce così, senza fatica nè stanchezza, in una cavalcata gloriosa al netto di qualsiasi Paura.






Davide Monteverdi


mercoledì 11 aprile 2018

KING TUFF: "THE OTHER" (Sub Pop, 2018)


Uscirà a giorni "The Other" il nuovo lavoro sulla lunga distanza di King Tuff aka Kyle Thomas, anticipato su Youtube dai video in heavy rotation di "The Other", "Psycho Star" e "Raindrop Blue", a quattro anni dal precedente "Black Moon Spell".
Ci sono un pò di cose da annotare al volo: Kyle per portare a termine l'operazione "The Other" con successo prima si circonda di vecchi amici dagli obliqui gusti musicali come Mikal Cronin, Ty Segall e Jenny Lewis (ex Rilo Kiley), quindi si produce tutto da solo l'album per poi farlo mixare da quel maghetto di Shawn Everett già al lavoro con i War On Drugs.
La risultante sono dieci tracce camaleontiche per cui ogni tentativo di classificazione sonora risulta banale e mai pienamente centrata.
C'è sì dell'introspezione con sfumature malinconiche nei testi, ma le composizioni, come gli arrangiamenti, rimangono scintillanti e giostrati con tatto, apparendo fin da subito meno slabbrati rispetto ai lavori precedenti. Vale a dire che l'espressività creativa di King Tuff è geneticamente mutata nel tempo, evolvendosi verso un linguaggio più pieno, maturo e definito.
Troviamo meno cavalcate chitarristiche dal piglio "garage punk" ad imbizzarrire le tracce, mentre synth e tastiere, con cui poi esplorare lidi altri nei dintorni lisergici contemporanei, fanno un passo in avanti tratteggiando curiosi orizzonti policromi. E tutto questa architettura parrebbe proprio in odore di Ty Segall, già alle prese col suo ultimo progetto/totem Freedom's Goblin nei medesimi, o quasi, percorsi stilistici.
L'ascolto di "The Other" scorre piacevole e senza rallentamenti, anzi l'attenzione
aumenta canzone dopo canzone denotando la grande capacità di Kyle Thomas di coinvolgere emotivamente anche l'ascoltatore più restio.
"Raindrop Blue", "Psycho Star", "Birds Of Paradise" e "Neverending Sunshine" sono meravigliosamente in bilico tra Prog, Psichedelia e Glam Rock e probabilmente i numeri migliori dell'album, almeno per il sottoscritto!
Ottimo.









Davide Monteverdi


martedì 27 marzo 2018

Albert Hammond Jr: "Francis Trouble" (Red Bull Rec, 2018)


Il 4° album solista di Albert Hammond Jr mi piace molto.
Ascolto dopo ascolto.
E' ben suonato, ben ideato, con sonorità fresche ed immediate che pescano dal repertorio di riferimento senza far gridare nessuno allo scandalo: ci sono i Beatles, Miles Kane, gli Strokes (che strano eh??!!) più sbarazzini, Ty Segall e qualche palleggio in area Arctic Monkeys.
Ma la sommatoria funziona e funziona dannatamente bene.
In bilico tra melodia e dissonanza, malinconia e gioia, condivisione ed introspezione.
Quasi 36 minuti per 10 tracce ondivaghe e soddisfacenti che si possono succhiare come chewing gum alla frutta senza controindicazioni particolari.
Nonostante il presupposto dell'album prenda l'abbrivio dalla scomparsa, ancor prima della nascita, del fratello gemello Francis, Albert Jr frequenta i temi della scomparsa, dell'amore fraterno, e tutti i discorsi sui massimi sistemi esistenziali con una gioiosa ironia di fondo che si riflette, com'è ovvio, nella composizione.
Insomma un'attitudine positiva che si percepisce in crescendo con lo scorrere di "Francis Trouble", spesso on repeat, e che trasforma agilmente il mood dell'album da possibile (e inutile) epitaffio in (elegante) tributo eroico, in gesto d'amore incondizionato e inestimabile.
Ne risulta così una sorta di processo catartico in cui la riconciliazione con la vita passata e presente sfila con naturalezza, al netto di pesanti cavilli emotivi.
"Francis Trouble" non è il nuovo album degli Strokes!
E' un buon album di musica alternativa contemporanea dove il cuore pulsa e il sangue pompa nella giusta e doverosa direzione, costruendo e non demolendo, disegnato con la consapevolezza di chi mastica musica a livelli planetari da almeno 3 lustri.
Ascoltate "ScreaMEr" e "Harder Harder Harder" a volume 100 e capirete tutto!






Davide Monteverdi.



giovedì 15 marzo 2018

La Primavera Si Veste Di Nero @ Fico (Cr) 22/3/2018.



                                 La Primavera Si Veste Di Nero evento su FB 


                                 Deejay Dave

         
                                 La Primavera Playlist su SPOTIFY


ATTENZIONE è UNA FESTA ANNI '80!!!!
†SOTTOTITOLO:
MUSICA TRISTE PER TIZI LOSCHI.
†LA MUSICA:
DARK, NEW WAVE, EBM, NEW ROMANTIC, POST PUNK, SYNTH POP, EXOTERIC VIBES, SHOEGAZE.
†PRESUPPOSTI:
IRONIA IRONIA IRONIA. NON è UN PARTY SERIO.
†INPUT:
VESTITI DI NERO. COTONATI I CAPELLI. TRUCCATI. DIVENTA IL PERSONAGGIO PRINCIPALE DEL NOSTRO INCUBO METROPOLITANO.
†SUONI:
Killing Joke, Smiths, Cure, Depeche Mode, Litfiba, Neon, Diaframma, Artery, Bauhaus, Joy Division, Ministry, Cabaret Voltaire, Talk Talk, Fad Gadget, Yazoo, Soft Cell, CCCP, Christian Death, Sisters Of Mercy, Duran Duran, Spandau Ballet, Human League, Heaven 17, Dead Can Dance, Sad Lovers & The Giant, Gaznevada, Simple Mind, Psychedelic Furs, Stranglers, Certain general, Wall Of Voodoo, B52's, Devo, Einsturzende Neubauten, Nick Cave, Polyrock, Garbo, DAF, Front 242, Talking Heads, Roxy Music, Cocteau Twins, PIL, Teardrop Explodes, Scars, Birthday Party, Diana Est, New Order, She Wants Revenge, Bowie, House Of Love, ULTRAVOX, Cars, Gary Numan, Japan, Modern English, London After Midnight, NIN, XX, Interpol, Killers, Siouxsie, Adam Ant, Organ, Pretty Girls Make Graves, Bush Tetras, Slits, Durutti Column, Magazine, Fall, Felt, Esg, 23 Skidoo, Delta 5, ACR, Section 25, Morrissey, Klinik, A PLACE TO BURY STRANGERS, My Bloody Valentine, J&MC, Danse Society, Play Dead, Skinny Puppy, The The, Chameleons, Cult, Medium Medium, Belfegore, Corpus Delicti, Alien Sex Fiend, X Mal Deutschland, Screaming Dead, Fields Of The Nephilim, Lene Lovich, Nina hagen, Cris & Cosey, March Violets, China Crisis, Red Lorry Yellow Lorry, Malaria, Grauzone, Tones On Tail, Agrimensor K, VIRGIN PRUNES, U2, Pankow, Clan Of Xymox, Wire, Au Pairs, OMD, A Flock Of Seagulls, Names, Associates, VISAGE, Siglo XX, Chrome, Lucy Show, Godfathers, FEELIES, Flying Lizards, XTC, Skeletal Family, Minny Pops, ECHO & THE BUNNYMEN & moooooore moooooooore mooooooooore.

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